Una lunga e argomentata inchiesta pubblicata dal prestigioso quotidiano Le Monde e ripubblicata, in Italiano, da Dagospia, mette in luce le grandi contraddizioni emerse dalla miriade di studi scientifici sulle origini del virus Sars-Cov-2, fino al punto di mettere in discussione i risultati ottenuti, per molti versi contraddittori.
Nel consigliarne la lettura, unitamente ad altri elementi di valutazione, ne traggo alcune considerazioni.
In primo luogo, risulta che il mondo della ricerca scientifica si sarebbe fatto pesantemente influenzare dall’infodemia (termine utilizzato a più riprese dall’OMS) sul Covid 19, dando segnali di scarso rigore e generando confusione informativa.
Questo, tenuto conto che non sono mancate le azioni, soprattutto ma non solo cinesi, tese a nascondere, contenere, governare e influenzare la conscenza dei fatti, a vantaggio dell’interesse di turno.
Così, si scopre che la teoria secondo la quale l’epidemia sarebbe scoppiata al mercato del pesce di Wuhan, nonchè che il mammifero che avrebbe trasmesso il virus Sars-Cov-2 all’uomo sarebbe un pipistrello o il pangolino, è sostenuta da prove poco solide e che l'”ospite” potrebbe essere stato qualsiasi altro animale, del quale, però, non si trovano tracce.
Questo aspetto è veramente singolare, se si tiene conto che, nei casi precedenti (ad es.: per il Sars-Cov-1), si sono sempre trovate le prove del salto di specie nel corso di pochi mesi, mentre individuare quale animale abbia trasmesso all’uomo il virus del Covid 19 è un vero e proprio rompicapo, al momento irrisolto.
Invece, esistono forti indizi (anche prove genetiche), circa l’esistenza di virus assimilabili, o addirittura gemelli, del Sars-Cov-2, almeno dal 2012.
Al riguardo, si noti bene che è sempre stato ben noto alla comunità scientifica il grande rischio costituito dalla famiglia dei Coronavirus, tanto che l’OMS, nel 2018, la aveva inserita (pag. 2) in una breve lista di patologie ad elevato rischio.
E qui si giunge al nodo del problema: di fronte alla mancata individuazione dell’ospite animale, è legittimo chiedersi, in termini logici e senza alcuna esagerazione, se l’origine non sia dovuta al concorso dell’uomo.
Detto questo, è importante sorvolare rapidamente su teorie complottiste prive di alcuna evidenza e frutto di misinformation, per poi passare ad analizzare freddamente e senza precodizionamenti la possibilità (ovviamente, possibilità non significa probabilità o, peggio, certezza) che il virus possa, effettivamente, essere sfuggito da un laboratorio per un errore umano.
Gli specialisti, intanto, ci hanno più volte informato sul fatto che non ci sono tracce della realizzazione di una bioweapon, per il semplice fatto che il Sars-Cov-2 non risponde alle caratteristiche richieste per la guerra biologica (qui alcune considerazioni, ne salto altre per brevità).
Ma non si può, invece, escludere che, nel corso delle analisi svolte nei laboratori accreditati, il virus sia sfuggito al controllo delle severe misure di sicurezza e poi si sia diffuso all’esterno, aiutato dal preoccupante mix di alte temperature e umidità, sovrappopolazione, promisquità con gli animali, nonchè scarse condizioni igieniche in vaste aree della Cina, nel quale prospera la sottofamiglia virale delle Orthocoronavirinae (Coronavirus)” (qui un articolo dell’autore).
Da questo punto di vista, la scarsa collaborazione offerta dalle autorità cinesi sullo stato del laboratorio di Wuhan e, anche di recente, alla prima missione OMS che sta per recarsi in zona ma che non potrà svolgere indagini sul posto e raccogliere campioni (qui), getta una innegabile ombra di sospetto verso la superpotenza asiatica.
Nè è possibile sostenere che queste teorie siano fantascenza, posto che si è già verificato più volte che il virus Sars-Cov-1 (quello dell’epidemia del 2002-04), o altri virus, siano sfuggiti da un laboratorio ad elevato livello di biocontenimento o dai produttori di vaccini (qui e qui) e anche in Cina (qui).
Detto questo, va anche precisato che esistono importanti smentite (anche autorevoli), all’ipotesi diffusione del virus per errore umano.
Ma allora, perchè impedire l’accesso alle informazioni?
Soprattutto, come non preoccuparsi del fatto che la comunità scientifica non trovi risposte sufficientemente chiare o condivise?
A parte le già dette “ombre cinesi”, resta il problema della immensa mole di informazioni mal governate dal mondo scientifico.
Non si tratta di un problema da poco. Di fronte alla complessità della scienza e alla molteplice capacità di interpretare la realtà (o di condizionarla…), sembra che l’uomo non riesca a fornire risposte adeguate, anche su temi che dovrebbero essere al passo con il progresso dell’Epoca.
Esiste il rischio che, di fronte alla incapacità di interpretarle in modo adeguato, la nostra Era scivoli in una sorta di medioevo tecnologico, ovvero di frammentazione della conoscenza (dove ognuno crede alla sua verità), con evidenti nubi per il nostro futuro.
Aldo Agostini