Sul sito del SIPRI, è stato pubblicato un articolo di Karolina Eklöw e di José Francisco Alvarado Cóbar, intitolato “Surveillance as slow violence: Experiences from young environmental activists”, dove si analizzerebbe l’effetto delle tecnologie di sorveglianza sui giovani attivisti ambientalisti.
Infatti, si riprende la notizia che circa il 70% delle organizzazioni ambientaliste nel Sud del mondo hanno dichiarato di essere state sottoposte a sorveglianza fisica e digitale.
L’indiscussa autorevolezza del SIPRI è fuori questione, ma l’articolo non sembra adeguatamente argomentato, Lasciamo ai lettori ogni personale giudizio.