Ancora sanzioni sul Controllo a distanza

Recentemente, sono emersi i particolari di due provvedimenti del Garante, relativi a controlli effettuati dall’Arma dei Carabinieri (non collegati tra di loro), aventi come comune denominazione la violazione dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori sul controllo a distanza.

Nel primo caso, un noto e stimato colosso del settore food, a seguito del controllo del locale Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro in uno stabilimento secondario, è stato sanzionato dal Garante, a seguito dell’esistenza di un impianto di videosorveglianza la cui sede era sprovvista di accordo con le rappresentanze sindacali o di autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del Lavoro.

Nella sua difesa, l’azienda ha fatto notare che i lavoratrori del sito sono pochi e, soprattutto, che le riprese, per le loro connotazioni generalistiche, non avrebbero avuto le caratteristiche del controllo a distanza. Ciononostante, nel corso degli accertamenti, ha stipulato un Accordo con le OO.SS..

Sanzione: € 75.000,00.

Nel secondo caso, una azienda che gestisce due strutture socio-assistenziali, è stata sanzionata dall’Autorità poichè, pure essendo munita di autorizzazione dell’Ispettorato Nazionale, aveva installato le telecamere in maniera difforme da quanto indicato, tanto che, come affermato dai Carabinieri “il sistema serviva per consentire, all’operatore del piano terra, di poter controllare gli ospiti del primo piano”. In più, il sistema registrava anche i suoni.

L’azienda, dopo che è scattato il sequestro penale della locale Stazione dell’Arma (che ha poi effettuato la segnalazione al Garante), ha poi dovuto oblare una prima sanzione dovuta alla normativa previgente al GDPR.

Per questo, l’Autorità ha emesso una sanzione di soli € 1.000,00.