Dal sito del Comitato Europeo per la Protezione dei Dati, leggiamo che, in Svezia, l’Autorità nazionale ha sanzionato una società immobiliare per circa 30.000,00 Euro (300.000 Corone), per la conduzione di una attività illegale di videosorveglianza in un condominio.
La segnalazione all’Autorità
Risulta che l’Autorità svedese ha ricevuto una segnalazione circa l’installazione di telecamere in un condominio gestito da una società immobiliare, riguardo l’esistenza di una telecamera di sorveglianza diretta verso la porta d’ingresso dell’interessato.
Le verifiche effettuate dall’Autorità hanno evidenziato che detta società aveva installato una telecamera che monitorava il piano in cui vive il segnalante.
L’area di monitoraggio della telecamera copriva due accessi agli appartamenti, uno appartenente all’interessato, l’altro relativo a un residente che ha subito disturbi e molestie.
La società immobiliare ha dichiarato che le finalità erano quelle di risolvere i disturbi avvenuti nel tempo nel vano scala.
Le considerazioni del Garante Svedese
Gustav Linder, consulente legale di Swedish Data Team sulla videosorveglianza dell’Autorità di protezione dei dati svedese, ha dichiarato: “Il modo in cui è stata impostata la videosorveglianza, al piano terra della proprietà, ha fatto assoggettare a monitoraggio tutti i residenti dello stabile durante gli spostamenti da e verso i rispettivi appartamenti. Questo è particolarmente rilevante per il segnalante e il vicino, perchè le loro porte d’ingresso sono esplicitamente incluse nell’area di monitoraggio della videosorveglianza. Anche se la società aveva un interesse legittimo per la videosorveglianza, questo era controbilanciato dal diritto alla privacy dei residenti “.
Le conclusioni e la sanzione
Nel suo provvedimento, l’Autorità svedese ha concluso che la videosorveglianza in questione costituisce un monitoraggio delle persone nel loro ambiente domestico, da considerarsi particolarmente delicato.
Per questo motivo, la DPA ha imposto una multa di 300.000 SEK (Corone Svedesi), corrispondenti a circa 30.000,00 Euro, alla società immobiliare.
La società immobiliare ha cessato la videosorveglianza in questione.
In Italia
Ricordiamo ai lettori che l’istallazione di un impianto di videosorveglianza può avvenire previa assemblea condominiale, con il consenso della maggioranza dei millesimi dei presenti.
È indispensabile, inoltre, che vengano fatti salvi gli ulteriori requisiti di Accountability che vanno sempre rispettati per ogni trattamento di dati personali.
In particolare, ricordiamo che le telecamere debbono essere segnalate con appositi cartelli e che le registrazioni vengano conservate per un periodo limitato, non superiore ai 7 gg (andare a faq 11).
E’ molto importante ricordare che le telecamere possono riprendere esclusivamente gli spazi comuni e non le aree (anche condominiali), comunque a servizio esclusivo di un condomino (pensiamo alla parte terminale di un pianerottolo condominiale che serve esclusivamente un appartamento).
In caso contrario, è possibile incorrere non solo nella sanzione dell’Autorità Garante, ma anche nel reato di interferenze illecite nella vita privata delle persone (art. 615 bis Codice Penale).