Il Garante della Privacy, con un Provvedimento, ha applicato una multa di € 8.000,00 ad una Azienda Sanitaria Locale, perchè, in passato, aveva installato diversi sistemi di videosorveglianza senza un accordo le rappresentanze sindacali, come previsto dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, poi stipulato nel 2018.
I fatti sono semplici. Detta ASL, per un decennio, ha installato sistemi di videosorveglianza senza adeguarsi alla normativa sul controllo a distanza. Come ha dichiarato al Garante l’Azienda, le OO.SS. e tutti i lavoratori ne erano a conoscenza. Francamente, non c’è da dubitarne.
Non c’è nemmeno da dubitare che, trattandosi di una ASL, la videosorveglianza sia stato un valido deterrente, essendo noto il fatto che detti ambienti sono soggetti all’azione della microcriminalità.
Nel 2018, nel quadro dell’adeguamento al GDPR, sarebbe emerso che non erano mai stati stipulati gli accordi sindacali, nè erano state richieste, agli uffici provinciali del lavoro, le autorizzazioni sostitutive.
La ASL, pertanto, avrebbe convocato le OO.SS. e sarebbe sato stipulato l’accordo, ma qualcuno avrebbe comunque segnalato al Garante quanto avvenuto in passato.
Di qui l’azione ispettiva dell’Autorità, alla quale, lo rende noto il Collegio, la ASL avrebbe fornito una piena collaborazione.
D’altro canto, i principi generali dell’azione amministrativa prevedono la prescrizione dei provvedimenti amministrativi in 5 anni, quindi la condotta, determinata dalla mancanza di accordo o autorizzazione (a nulla serve una consocenza, anche dimostrata) è chiaramente sanzionabile.
Pertanto, essendo mancati, in passato, gli accordi sindacali, l’Autorità ha applicato la sanzione di € 8.000,00, già citata.
Quanto sopra costituisce un monito per chi continua a tergiversare, o addirittura si oppone alla stipula di accordi, magari a causa della difficile situazione sindacale.
Se il controllo avverrà in futuro, senza che gli accordi fossero già stipulati, potremo aspettarci una sanzione ben maggiore.
Aldo Agostini