Lo START Consortium ha pubblicato un breve studio sui dati relativi agli attentati terroristici, relativi all’anno 2019 (quindi, prima dell’era Covid 19), tratti dal Global Terrorism Database (TM).
A livello mondiale, il 2019 è stato il quinto anno successivo di declino dei dati, dopo che, nel 2014, si era giunti ad un picco di 17.000 attacchi e più di 44.000 morti.
Nonostante i colloqui di pace, l’Afganistan fa la parte del leone, con il 21% di attacchi a livello mondiale (peraltro incrementati del 2% rispetto al 2018) e ben il 41% di perone uccise, sempre “worldwide”.
Circa l’IRAQ, vi è stato un forte deceremento degli attentati (-53%) e dei morti (-44%), ma in questo caso lo START segnala che, osservando il trend su base mensile, esso si presenta notevolmente mutevole e non è certo se il trend verrà confermato in futuro.
Per avvicinarci al Mediterraneo, lo START segnala un incremento delle attività di Boko Haram in Cameroon, Chad, and Niger, mentre in Mali sono diminuito gli attacchi, ma cresciuti del 41% i decessi.
Giungendo all’Europa Occidentale, si segnala una ulteriore diminuzione del -6% degli attacchi (203 in totale), mentre il numero dei decessi, calato bruscamente nel 2015, è sostanzialmente costante a 18 morti e 100 persone ferite. Si tratta dei dati forse più bassi a livello continentale.
Va tenuto presente che molti degli attacchi, classificati come terroristici secondo i criteri scheintifici dello START, non sono spesso ritenuti particolarmente importanti o rilevanti dall’opinione pubblica, ma il Consorzio si è soffermato ad analizzare 9 attacchi terroristici particolarmente rilevanti (mass casualty terrorist attacks), che hanno prodotto morti e feriti.
Di essi, se ne sono verificati 3 in Francia, 2 nel Regno Unito e uno in Finlandia, Germania, Italia e in Olanda.
Da notare, che questi dati sono leggermente diversi da quelli forniti dall’Interpol, ma il quadro complessivo non cambia.
Di contro, negli USA ci sono stati 64 attacchi terroristici, con 51 persone morte, con un ampio spettro di organizzazioni terroritiche, per lo più facendo capo al suprematismo bianco e anti semita, nonchè a teorie cospirazioniste.
Circa i numeri prodotti dalle organizzazioni terroristiche, più di ogni altra cosa può dire la presente tabella:

Possiamo quindi dire che l’Italia e l’Europa occdientale sono lontane da rischi? Ovvamente NO.
Anzitutto sarà necessario riesaminare questi dati dopo la fine della pandemia in corso, allo scopo di esaminarne l’influenza nella materia del terrorismo.
Per altro, dal 1970 ad oggi, i numeri sono chiari, indicando una lenta tendenza al ribasso, ancorchè con vari picchi, da ultimo nel 2016:

Fonte: Global Terrorism Database (TM) dello START Consortium
Questo, però, non esclude affatto la possibilità di recrudescenze di assoluto rilievo o l’insorgere di nuovi fenomeni, tanto più che il tema del CBRN è all’attenzione di tutti.
Su questo, ci torneremo appena possibile.
Aldo Agostini