Su Wired (edizione italiana), si legge un articolo di Kevin Carboni, intitolato “Anche la polizia italiana ha consultato i data base della più controversa società di riconoscimento facciale al mondo”.
L’articolo riprende una inchiesta di BuzzFeed sul fatto che 88 organi di Polizia di 24 diversi stati avrebbero utilizzato un enorme data base di una startup privata, composto di immagini del volto recuperate indiscriminatamente sul web.
Inutile a dirsi, i dati sarebbero stati carpiti senza il consenso.